HP e la prima stampante 3D

HP Inc. ha da poco lanciato la sua prima stampante 3D.
Obiettivo? RIVOLUZIONARE LA PRODUZIONE.

Nike, BMW, Autodesk, Johnson & Johnson e Siemens sono tra i primi ad aver adottato la prima stampante 3D di HP Inc.

La società lancia sul mercato la sua stampante HP Jet Fusion 3D da 120 mila euro, dedicata alla progettazione, alla prototipazione ed alla produzione. La società sostiene che la sua stampante sia fino a 10 volte più veloce e costi la metà dei sistemi di stampa 3D attuali.

Stampando elementi funzionali al voxel (l’equivalente 3D di un pixel 2D), HP offre ai clienti la possibilità senza precedenti di produrre componenti e proporre personalizzazioni di massa, dice la società.

head of 3d printer in action

Stephen Nigro, presidente della divisione stampa 3D di HP, ha dichiarato: “La nostra stampante 3D è l’unica in grado di produrre più di 340 milioni di voxel al secondo, permettendo ai nostri partner di realizzare una prototipazione ed una produzione decisamente più veloce, economica e funzionale.”

Nike segnala di utilizzare ormai da anni la stampa 3D per la produzione delle proprie calzature. “Siamo entusiasti di poter collaborare con HP per accelerare la nostra produzione rendendola scalabile e permettendo di esplorare nuove metodologie di fabbricazione per i nostri prodotti, garantendo alte prestazioni agli atleti” ha detto Tom Clarke, presidente del Dipartimento Innovazione in Nike.

BMW considera la stampa 3D un passo essenziale verso la personalizzazione delle proprie vetture.

Jens Ertel, capo del centro produttivo di BMW Group, ha dichiarato: “Vediamo un grande potenziale nella nostra partnership con HP che ci permette di testare diverse tecnologie produttive in fase di progettazione.”

HP Inc. segnala che la stampante può essere utilizzata per stampare elementi di embedded intelligence, come i sensori per l’internet delle cose (IoT) o tracciati e codici invisibili incorporati, per una maggiore sicurezza e tracciabilità della catena distributiva.

La società prevede di utilizzare la stampante per produrre componenti dei modelli futuri.

Nei prossimi anni, quasi il 50% degli elementi in plastica personalizzabili saranno prodotti grazie alle stampanti HP Jet Fusion 3D, che soppianteranno i metodi di produzione tradizionale, secondo HP Inc.
Secondo te, come cambierà la produzione nel prossimo futuro?

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Si alzi il sipario, GATE UP!

L’integrazione come evoluzione naturale dei sistemi informativi nelle aziende manifatturiere

Secondo Charles Darwin, la specie che si adatta meglio al contesto esterno prevale. Ora, trasportando metaforicamente questo concetto dal piano animale a quello aziendale, ed in particolare in ambito manifatturiero, si può affermare che l’integrazione dei sistemi informativi aziendali ricopre un ruolo chiave per adattarsi al meglio ad un mercato dove la customizzazione del prodotto finale acquisisce sempre piú importanza strategica.
L’integrazione dei sistemi informativi, infatti, si propone di risolvere una delle problematiche più ricorrenti per le aziende manifatturiere: il passaggio dei dati della distinta base all’ambiente di produzione.

In ambito manifatturiero si possono riconoscere principalmente 3 tipologie di strategie di produzione:

  1. Produzione per il magazzino di prodotto finito su base previsionale (cosiddetto “make to stock”)
  2. Produzione per il magazzino di parte del prodotto finito su base previsionale per poi terminare la produzione solo una volta acquisito l’ordine (cosiddetto “assembly to order” o “configure to order”)
  3. Progettazione, ingegnerizzazione e produzione del prodotto solo una volta che si acquisisce l’ordine (“engineering to order” e “design to order”)

tipologie di produzione_strategie

Tendenzialmente le aziende adottano un mix di queste strategie di produzione, a seconda del prodotto. Soprattutto per le tipologie 2) e 3) risulta particolarmente critico il passaggio dei dati dalla fase di progettazione a quella di produzione vera e propria (e quindi di acquisto o lavorazione dei pezzi necessari), onde evitare errori e dilatare troppo il lead-time di prodotto.

È quindi necessario che i sistemi che gestiscono la progettazione (generalmente un PDM) e quelli che governano la produzione (ERP) si interscambino i dati in maniera corretta, rapida ed efficace. Nel tempo sono nati svariati moduli, più o meno efficaci, che si proponevano di risolvere tale problematica.

One Team, solution-leader per la parte PDM, di concerto con SME.UP, solution-leader per la parte ERP, è andata oltre sviluppando un progetto volto ad integrare tra loro questi 2 mondi: GATE.UP.

gate_up

GATE.UP rappresenta quindi  un passo avanti concettuale: sfruttando la triangolazione con un web server terzo, questa soluzione permette la condivisione in tempo reale del dato tra i sistemi ERP e PDM.

Molte aziende hanno già adottato questa soluzione, che può considerarsi un’evoluzione naturale e necessaria. Tornando al parallelismo con Darwin si può affermare che “prevale  la specie (azienda) che si adatta meglio (integra i propri sistemi)”, quindi… GATE.UP, si alzi il sipario!

Venghino signori, venghino…

COME MIGLIORARE L’INTEGRAZIONE TRA PROGETTAZIONE E PRODUZIONE

 

Nel settore manifatturiero spesso è dato per scontato che il processo di sviluppo prodotto e produzione può essere intrinsecamente inefficiente. Tra i fattori di complicazione del processo possiamo sicuramente inserire la molteplicità di figure aziendali coinvolte e il loro utilizzo dei dati di progettazione. Spesso infatti le stesse informazioni vengono inserite più volte, all’interno di diversi sistemi, pur rimanendo sempre identiche a se stesse.

Ad esempio, l’ufficio acquisti potrebbe utilizzare i dati provenienti dalla progettazione per negoziare l’acquisto di materiali. Allo stesso modo la produzione potrebbe utilizzare le stesse informazioni per ottimizzare l’utilizzo delle attrezzature di officina e del magazzino.

Idealmente le informazioni provenienti dalla progettazione dovrebbero essere inserite nel sistema di pertinenza (CAD) una sola volta e quindi trasmetterle in maniera trasparente agli altri sistemi aziendali, principalmente ai sistemi gestionali (ERP).

Nella realtà questo spesso non succede. Di solito la progettazione definisce il prodotto e produce una distinta componenti (Bill of Material). Questa poi viene “tradotta” e riscritta a mano all’interno dei sistemi ERP preposti alla gestione degli acquisti o della produzione. Questo processo implica ad esempio l’assegnazione manuale di codici, quantità, livelli, descrizioni etc.. I passaggi manuali (come il reinserimento dei dati) oppure i processi basati sulle copie cartacee possono ovviamente introdurre errori, e sostanzialmente rallentano il ciclo di time to market.

Tutto questo potrebbe essere risolto automatizzando il flusso di informazioni tra i reparti di progettazione e il resto dell’azienda, sollevando tutti da lavori manuali inutili e ripetitivi, liberando tempo da dedicare al miglioramento dei prodotti.

A questo proposito One Team ha nel proprio portfolio prodotti una soluzione ad hoc:

Oneteam ERP Integration

 

ufficio tecnico con le soluzioni IT gestionali tipiche delle aziende manifatturiere. ufficio progettazione (Inventor, Vault, Design Suite, etc.) con i sistemi gestionali aziendali (SAP, AS/400, BAAN, ZUCCHETTI).

Il sistema di integrazione è basato sulla piattaforma di progettazione Autodesk; in particolare sono disponibili gli add-in per Autodesk Inventor, Mechanical e Autocad. La modularità dell’architettura del sistema permette una facile integrazione di altri software Autodesk per la progettazione architettonica (Revit, Architecture), impiantistica (Plant) o infrastrutturale (Map e Civil). Il sistema può essere utilizzato anche negli uffici tecnici che già operano con sistemi PDM per la gestione dell’archivio documentale quali Autodesk Vault.

Il principio di funzionamento è molto semplice.

All’interno del sistema CAD viene installata una nuova toolbar che consente la comunicazione con il sistema gestionale

 

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Attraverso questi comandi è possibile:

  1. La definizione del codice articolo a partire dai dati presenti sul sistema ERP : questa funzionalità permette di evitare l’inserimento manuale del codice articolo.

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    2. Creare nuovi codici con le logiche dei sistemi gestionali.

    3. Comunicare la distinta componenti al sistema ERP. In particolare possono essere visualizzate le tabelle di trasmissione dei dati e gestite anche le logiche di passaggio delle BOM.

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One Team ERP Integration è il prodotto ideale per le aziende che necessitano di rendere automatico lo scambio dei dati tra Ufficio Tecnico e Sistema Gestionale; la soluzione permette di rendere automatici i processi standard quali:

  • Codifica Articoli condivisa tra Ufficio Tecnico e sistema di gestione della produzione;
  • Sincronizzazione e aggiornamento delle proprietà tra gestionale e sistema CAD;
  • Creazione di nuovi codici articolo da parte dell’Ufficio Tecnico;
  • Predisposizione della distinta materiali dal sistema di progettazione includendo informazioni gestionali (esempio formule di calcolo per materiali e gestione magazzino/approvvigionamenti);
  • Invio della distinta materiali di produzione dall’Ufficio Tecnico al sistema di gestione aziendale.

In conclusione attraverso questo strumento è possibile evitare inefficienze e perdite di tempo dovute a mancate o parziali comunicazioni di informazioni tra i diversi settori aziendali, con il risultato di lasciare più tempo alle risorse per dedicarsi a lavori più gratificanti e fruttuosi rispetto all’ inserimento manuale di dati.

 

 

Personalizzazione del centro contenuti di Inventor – Parte 2

ONETEAM HOW-TO:

Pubblicare una parte \ i-part

Come già citato nella prima pubblicazione, solo le parti possono prendere posto nel centro contenuti.

Prendiamo ad esempio una i-part (vedi immagine seguente). Notiamo che nella tabella sono stati scelti dei parametri utili a definire le varianti. Queste proprietà verranno automaticamente esportate durante la pubblicazione.

i-part

Nel caso di una parte normale possono essere definiti come parametri discriminanti solo i parametri rinominati. Questo permetterà di creare una famiglia successivamente, nell’ambito del centro contenuti, con quei parametri.

Per cominciare bisogna salvare la parte in questione, successivamente bisogna andare su: “Gestione – Centro contenuti – Pubblica parte

pubblicazioni2

Riporto di seguito la sequenza di finestre che si presentano, durante la definizione delle specifiche, per la nuova pubblicazione. Quella che vedete è un unione di tutte le finestre che si succedono in questa fase. L’esempio è legato alla i-part usata sopra.

pubblicazione_11

Nello step3, ovvero: ” Mappare delle colonne famiglia a parametri categoria” , troviamo dei campi che sono stati definiti nella categoria che scegliamo nello step2. Qualora non fossero stati definiti campi, come nell’esempio riportato, si deve andare avanti.

pubblicazione_22

Voglio evidenziare che: ente di normazione, norme , produttore e Revisione norme non sono vincolate a nessuno standard. Inserendo una stringa personalizzata, la ritroveremo nei menu a tendina e nei filtri, che useremo nelle fasi di utilizzo e ricerca della parte pubblicata.

Personalizzazione del CENTRO CONTENUTI di Inventor

ONETEAM HOW-TO:

Personalizzazione del CENTRO CONTENUTI di Inventor – Parte 1

Spesso, alcuni componenti diventati standard, non vengono affidati alla gestione di Inventor ma restano invece archiviati in cartelle chiamate “Archivio” o “Libreria”.
Affrontiamo questo argomento per renderlo più chiaro e appetibile a tutti:

1-     Durante l’installazione di Autodesk inventor è possibile scegliere in anticipo quali librerie installare sulla workstation. Eventualmente sarà sempre possibile aggiungerne in un secondo momento, tramite l’utilizzo della chiavetta\cd\file di installazione. La posizione di default dove trovarle, in un sistema Microsoft® Windows®7, è : C:\ProgramData\Autodesk\Inventor 2014\Content Center\Libraries

  • Se volessimo modificare la cartella contenente le librerie è sufficiente aprire Inventor ed andare in: Opzioni ApplicazineCentro contenuti , quindi impostare la “Posizione delle Librerie”.

In questo percorso troveremo una serie di files con estensione *.idcl (Inventor Desktop Content Libraries) : ognuno rappresenta la libreria di una normativa (ISO, DIN, … ).
È presente, di default, anche una libreria con accesso sia in lettura che in scrittura: “My Library”.

2-     Quando lavoriamo con Inventor sappiamo che è necessario configurare un file di progetto. Ogni file di progetto, può avere le sue impostazioni riguardo al caricamento librerie. Le impostazioni che seguiranno saranno accessibili solo se il file di progetto non è  in sola lettura (nessun file aperto in Inventor).

Per accedervi è necessario andare sul configuratore librerie:a

  • Tramite le check box possiamo decidere quali librerie devono essere caricate per il singolo file di progetto.

b

  • Se lavorando su un assieme dovessimo trovare il centro contenuti vuoto, la prima cosa da fare è verificare che non ci siano filtri attivi; se così non fosse bisognerà controllare nel configuratore librerie se le checkbox sono spuntate.Se neanche questo bastasse, verificare che il percorso di ricerca librerie sia correttamente definito (nel percorso definito in opzioni applicazione) e che al suo interno vi siano presenti le librerie desiderate. In caso contrario: installarle o spostarle dalla posizione di default (se fosse stata modificato il percorso di ricerca).

3-     Il centro contenuti di Inventor può essere considerato una grande tabella di Excel. I componenti in esso archiviati sono quindi “solo tabulari” finché non vengono richiamati in un ambiente 3D.  Infatti un modello 3D della parte inserita, viene creato e allocato nella cartella centro contenuti, definita nelle opzioni del file di progetto.

  • Questo strumento può essere anche utilizzato per congelare le revisioni di un elemento, che evolve nel tempo o che è soggetto a personalizzazioni.

4-     Gli elementi che possiamo pubblicare sono solo parti e i-part.

5-     Ciò che viene pubblicato nel centro contenuti non viene perso!

Dal momento in cui la pubblicazione va a buon fine, esisteranno due luoghi dove trovare  la parte in esame: il centro contenuti (files .idcl) e il percorso originale del file.

  • La “copia” che si trova sul centro contenuti è inaccessibile dal punto di vista delle features, ma se sono stati definiti dei parametri chiave, questi possono ancora essere editati e possono essere create nuove istanze della parte, dipendenti dagli stessi parametri:proprio come una i-part!
  • Se volessimo modificare a livello macroscopico un elemento già pubblicato, dovremmo riaprire il file originario, lo dovremmo modificare e infine ripubblicare. L’eliminazione della vecchia versione nel centro contenuti, è a discrezione dell’utente.
  • Il nome dell’elemento pubblicato non deve essere per forza uguale al file originale.
  • La parte, che rimane fuori dalla libreria, rimane editabile in tutte le sue forme e non presenta nessun collegamento alla parte pubblicata. A discrezione dell’utente può essere eliminata, archiviata, continuare la sua vita in modo attivo.

6-     Per effettuare operazioni di personalizzazione/pubblicazione, dobbiamo sempre disporre di una libreria che sia disponibile in lettura/scrittura.Per crearla è necessario passare dall’editor progetti. Appena creata, la libreria deve risultare in Lettura/Scrittura.

  • Se la cartella di destinazione è di rete, può capitare che l’accesso alla nuova libreria compaia in
    sola lettura: in questo caso, è necessario rivedere i permessi di accesso al percorso di rete da parte dell’utente.

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Prossimamente seguirà la Parte 2 dedicata al centro contenuti di Inventor, con esempi e casistiche standard di personalizzazione.

Inventor LT – il tocco di 3D che manca…

Da qualche tempo Autodesk ha introdotto il prodotto Inventor LT che consente di introdurre il CAD meccanico 3D nei workflow 2D in modo redditizio e facile. Il prodotto è oggi soggetto ad una promozione  del -20% per gli aggiornamenti (cioè per chi intendesse ad esempio passare da un LT semplice ad un Inventor LT e di 200 euro di rimborso sull’acquisto di nuovi seat, cioè di nuove licenze piene.

Ciò che conta è che le funzionalità di Inventor LT si avvicinano moltissimo a quelle del prodotto ben più costoso Inventor, come si nota dal presente foglio di comparazione: compare-products Inventor LT.

La tecnologia Inventor LT è quello che si dice un ottimo affare, considerato che è possibile acquistare la versione Inventor LT Suite che consente anche, quando necessario, di utilizzare il prodotto nella sua forma più semplice e cioè utilizzando il classico Autocad LT. Il video rende bene l’idea delle capacità che si acquistano insieme al nuovo prodotto…

Innovation Focus: le novità della Product Design Suite 2013

La prima novità destinata a creare innovazione all’interno della Product Design Suite 2013 è la presenza del software Inventor in tutte le versioni della Suite stessa, a partire dalla Standard. Si tratta di una novità legata più alla politica Autodesk che alla tecnologia informatica ma che non mancherà di creare benefici all’ampia platea di clienti dotati oggi ad esempio di Autocad Mechanical che potranno passare alla Suite in modo facilitato o addirittura in modo gratuito (qualora in possesso di un contratto di Subscription aggiornato).

La novità commerciale di fatto costituisce altresì una novità tecnica in quanto tutte le Product Design Suite integrano oggi un flusso di lavoro completo, dalla concettualizzazione del progetto in modalità “sketching” alla modellazione tridimensionale che contiene tutti i parametri del progetto finale e che consente di evitare perdite di efficienza attraverso la totale parametricità delle informazioni, alla simulazione e all’analisi delle caratteristiche finali del progetto fino alla gestione della documentazione di progetto e alla visualizzazione professionale degli elementi dello stesso.

Maggiori dettagli sugli elementi contenuti nella Product Design Suite si ritrovano al sito ufficiale di Autodesk, all’indirizzo http://images.autodesk.com/emea_s_main/files/final_prds_overview_brochure.pdf.